Occupazione illegittima risarcimento danni. ... Discorso analogo può essere fatto con riguardo all’asserita violazione del decoro architettonico. Addirittura nella CTU espletata si evidenziavano della macroscopiche trasformazioni delle finestre diventate porte–finestre con conseguente notevole ampliamento assolutamente vietato dal Regolamento, al pari della serra e della tettoia costruite attraverso modalità e tecniche adottate e utilizzate ben oltre i limiti di quelle concesse dall’assemblea che a suo tempo le aveva autorizzate, essendo del tutto irrilevante la natura di proprietà privata del lastrico in relazione alle modifiche apportate in evidente contrasto con le norme regolamentari. L’affermazione secondo cui la sentenza di primo grado non conteneva alcuna pronuncia in merito ad eventuali danni subiti dagli attori, pertanto, facendo chiaramente riferimento a danni risarcibili in forma generica, non si pone in contrasto con la conferma della pronuncia di condanna al risarcimento … Il Regolamento condominiale – assembleare o contrattuale che sia – qualora preveda un risarcimento danni per la lesione del decoro architettonico dell’edificio, L’intenzione del Codice civile – che vieta ogni modifica alle parti comuni dell’edificio o su quelle di proprietà privata che possano arrecare pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza o, appunto, al decoro architettonico dell’edificio stesso – era di lasciare al giudice la definizione di tale concetto. "il danno derivante dall'innovazione che alteri il decoro architettonico di un edificio si verifica nei confronti dei singoli condomini i quali sono i soli legittimati a domandarne il risarcimento" (Trib. Il «decoro» della facciata va ripristinato e non ci sono danni patrimoniali. L’estetica non è prerogativa dei palazzi di pregio [2] e può trovarsi in ogni edificio nel quale possa individuarsi «una linea armonica, sia pure estremamente semplice, che ne caratterizzi la fisionomia» [3]. II civ., 24 aprile 2013, n. 10048. | Codice Univoco: M5UXCR1 | IBAN: IT 07 G 02008 16202 000102945845 - Swift UNCRITM1590, Supporto legale 100% online per avviare e gestire la tua attività, Questo sito contribuisce alla audience di, Richiedi una consulenza ai nostri professionisti, Violazione del decoro architettonico: ricorso in Cassazione. Quanto al ricorrente problema della canna fumaria, la giurisprudenza ha detto che «l’appoggio di una canna fumaria al muro comune perimetrale di un edificio condominiale costituisce una modifica che ciascun condomino può apportare a sue cure e spese, purché non impedisca l’altrui paritario uso, non rechi pregiudizio alla stabilità ed alla sicurezza dell’edificio, e non ne alteri il decoro architettonico; tale fenomeno si verifica non già solo quando si mutano le originali linee architettoniche, ma anche quando la nuova opera si rifletta negativamente sull’insieme dell’armonico aspetto dello stabile [6]». L’obbligo di rispettare il decoro architettonico implica in sé una serie di divieti: non vi rientra solo l’impossibilità di realizzare delle opere sulle parti comuni dell’edificio (si pensi a una canna fumaria particolarmente vistosa che si appoggi sulla facciata del palazzo) ma anche su quelle di proprietà esclusiva (si pensi alla realizzazione di una veranda con chiusura del balcone attraverso dei vetri e lamiera). Qualora uno o più condomini abbiano leso il decoro architettonico dell'edificio, è possibile agire giudizialmente contro di essi. Costituisce innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, come tale vietata, non solo quella che ne alteri le linee architettoniche, ma anche quella che comunque si rifletta negativamente sull'aspetto armonico di esso, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l'edificio. Così è avvenuto nel caso sottoposto alla valutazione del giudice milanese, che non ha esitato a condannare la condomina disobbediente ad un equo (sostanzioso) risarcimento del danno provocato al decoro architettonico dell’edificio. "il danno derivante dall'innovazione che alteri il decoro architettonico di un edificio si verifica nei confronti dei singoli condomini i quali sono i soli legittimati a domandarne il risarcimento" (Trib. Il decoro architettonico, che caratterizzi la fisionomia dell’edificio condominiale, è un bene comune, ai sensi dell’art. Lesione del decoro architettonico in condominio La questione riguardante la lesione del decoro architettonico in condominio è molto ricorrente ed il caso di cui Lei mi riferisce è un tipico esempio di come frequentemente essa venga invocata.. 2, ordinanza n. 29905 del 20 novembre 2018 a cura di Adriana … Amministratore – lesione del decoro architettonico perpetrata dal condomino – legittimazione passiva - esclusione - corte di cassazione, sez. e Fax: Operiamo in sede preliminare, giudiziale e stragiudiziale, assistendo i soggetti privati, le imprese ed i condomini, in molteplici rami del Diritto Civile, Penale, Tributario e dello Spettacolo, offrendo altresì la massima assistenza professionale per la gestione di compendi immobiliari. La Legge per Tutti Srl - Sede Legale Via Francesco de Francesco, 1 - 87100 COSENZA | CF/P.IVA 03285950782 | Numero Rea CS-224487 | Capitale Sociale € 70.000 i.v. 1138, primo comma, c.c.”. Per la valutazione della lesività dell’intervento è, però, necessario considerare non soltanto le mere caratteristiche stilistiche dell’immobile, ma anche, ove più restrittive, le previsioni del regolamento condominiale approvato all’unanimità [8]. +39 028057783 r.a. - E-mail: Decoro architettonico. LA ZANZARIERA ED IL DECORO ARCHITETTONICO DELL'EDIFICIO. Ma procediamo con ordine. Sul punto il Tribunale ha rilevato che la transazione mancava proprio della sottoscrizione degli  attori ritenuti, quindi – secondo quanto stabilito dalla Sentenza della Cassazione n. 2158/1998, tutt’ora portatori dell’interesse ad agire e quindi della prosecuzione del giudizio fino alla sua naturale statuizione. 2, ordinanza n. 29905 del 20 novembre 2018 a cura di Adriana Nicoletti – Avvocato del Foro di Roma – Commento. In merito alla richiesta di risarcimento danni derivante dalla lesione del decoro architettonico, è utile precisare che la Corte di Cassazione,Sez.II, con sentenza n. 1286 del 25.01.2010 ,ha precisato che l’alterazione delle linee estetiche del fabbricato, non è di per se sufficiente affinché si possa verificare una lesione del decoro architettonico, ma tale alterazione deve tradursi in un pregiudizio economicamente valutabile; … Quando si parla di decoro architettonico di un palazzo condominiale c’è sempre molta confusione. <

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